SETLIST:

Disc 1
1. Pull Me Under
2. Constant Motion
3. A Rite of Passage
4. Hollow Years
5. Metropolis Part I

BAND MEMBERS:

James LaBrie - Vocals
John Petrucci - Guitar
John Myung - Bass
Kevin Moore - Keyboards
Mike Portnoy - Drums

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Lost in the Sky rappresenta il secondo concerto, in Italia, dei Dream Theater. Il precedente è stato al Rolling Stone di Milano, giusto qualche mese prima (5 aprile 1993). Questa volta, siamo al Palasesto di Sesto San Giovanni (sempre in provincia di Milano). Non è il tipico concerto che, attualmente, si svolge al Forum di Assago, un sito ben più ampio del piccolo palazzetto qui considerato, ma si tratta di una perfetta location per una band agli esordi (chi conosce il Palasesto sa bene che non è granché).

La scaletta è fantastica ed esordisce con Metropolis Part I. L'inizio è tutto a mille e la "macchina Dream Theater" non sbaglia una nota. Si prosegue con la gradita Afterlife e l'esecuzione pulita, precisa, di Under a Glass Moon, il quale considero uno dei brani migliori della scaletta.

Wait for Sleep capita al momento opportuno. Possiamo rilassarci per poco più di due minuti: un tocco di classe del solito Kevin Moore, a fare da introduzione a un altro suo brano, vale a dire Surrounded. A mio parere, l'accoppiata Wait for Sleep-Surrounded è la parte migliore dell'intero concerto. L'unica nota negativa può venire dal fatto che James sembra quasi faticare a tenersi su note alte, ma la stranezza è che, in Metropolis Part I, ci riesce.

La strumentale The Ytsejam e l'accoppiata Puppies on Acid-Take the Time chiudono il primo disco del bootleg. In particolare, in The Ytsejam, si fa notare l'improvvisazione a batteria di Mike Portnoy, in cui c'è tempo per un cammeo di By Demos Be Driven dei Pantera (dall'album Vulgar Display of Power).

L'introduzione al secondo disco del bootleg ci immette in un altro momento delicato della serata. Con grande piacere, infatti, la band esegue To Live Forever ed Another Day; quest'ultima sembra riscontrare gli stessi difetti vocali in Surrounded, mentre To Live Forever è cantata senza la minima sbavatura. To Live Forever è semplicemente qualcosa di sublime.

Si va avanti, in ordine, con Only a Matter of Time, Pull Me Under e la chicca Eve, un tocco di dolcezza prima del gran finale con Learning to Live. È il saluto che termina una stupenda serata e, ormai, è tempo di tornare a casa.

Lost in the Sky è uno di quei bootleg che non deve mai e poi mai mancare nella collezione di un fan dei Dream Theater, per il contesto storico della band (era il periodo di Images and Words, con ancora Kevin alle tastiere... insomma, viene anche un po' di nostalgica per quei tempi) e per la scaletta che, certamente, non prevede notevole varietà fra le canzoni eseguite ma, anche soltanto a leggerla, chi non c'era in quel 15 novembre del 1993 rimpiangerà di non esserci stato.

Lost in the SKy si trova anche con il titolo When Dream and Today Unite e Milan 93, ma quest'ultima versione manca di Only a Matter of Time nella tracklist del concerto.

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